Come usare il brainstorming per la sindrome da pagina bianca

Il brainstorming è uno strumento potente per generare idee innovative e superare blocchi creativi. Utilizzarlo nel modo giusto può fare la differenza, soprattutto per combattere la sindrome da pagina bianca. Ma sai precisamente cos’è e come funziona?

Il Brainstorming è una metodologia o una strategia?

Il termine “brainstorming” deriva dall’inglese e significa letteralmente “tempesta di cervelli”. Indica un processo di generazione di idee basato sulla libera associazione e sulla condivisione senza filtri. L’obiettivo è raccogliere il maggior numero possibile di spunti senza giudicarli inizialmente.
Il brainstorming è considerato sia una metodologia creativa che una strategia di problem-solving.

Viene utilizzato in ambiti diversi, dalla scrittura creativa al marketing, dal design all’innovazione aziendale. Il brainstorming è stato ideato da Alex F. Osborn, un pubblicitario statunitense, negli anni ’40. Osborn sviluppò questa tecnica per aiutare i suoi collaboratori a produrre idee originali senza la paura del giudizio.

Modalità di svolgimento di una seduta

Il brainstorming serve a stimolare la creatività e il pensiero laterale, risolvere problemi complessi, generare nuove idee e concetti, favorire la collaborazione tra persone e stimolare il lavoro di squadra.
Questo processo si basa su un principio chiave: ogni idea è valida nella fase iniziale. Solo successivamente si passa alla selezione e all’analisi critica.

Ci sono diverse modalità per condurre una sessione di brainstorming:

  • Classico: Ogni partecipante propone idee a voce e vengono annotate.
  • Scrittura libera: I partecipanti scrivono autonomamente le proprie idee prima di condividerle.
  • Brainwriting: Le idee vengono scritte su foglietti e fatte circolare nel gruppo.
  • Mind Mapping: Le idee vengono organizzate visivamente in una mappa concettuale.

Non esiste un numero fisso di partecipanti, ma generalmente un brainstorming efficace coinvolge dalle 3 alle 10 persone. Troppi partecipanti possono rendere difficile la gestione delle idee, mentre un numero troppo basso potrebbe limitare la varietà di spunti.

Le basi del brainstorming

Una seduta di brainstorming classico si suddivide in tre fasi:

  1. Generazione delle idee: Tutti propongono idee senza filtri.
  2. Selezione e categorizzazione: Si raggruppano le idee simili e si eliminano quelle meno rilevanti.
  3. Sviluppo delle idee migliori: Si approfondiscono e affinano le proposte più promettenti.

Dopo la sessione, le idee raccolte vengono analizzate, sviluppate e integrate in un piano d’azione concreto. Questa fase è essenziale per trasformare la creatività in risultati concreti.

Il brainstorming nella scrittura creativa

Il brainstorming è un alleato prezioso per scrittori e creativi, soprattutto per superare la sindrome da pagina bianca. Può rivelarsi essenziale per lo scrittore mettersi a scrivere parole chiave collegate al tema, creare mappe concettuali per i personaggi e la trama, buttare giù idee senza preoccuparsi della forma e usare immagini o musica per stimolare l’ispirazione.

La sindrome da pagina bianca nasce spesso dalla paura di sbagliare o dalla difficoltà di trovare il punto di partenza giusto. Il brainstorming aiuta a superare questo blocco fornendo un flusso costante di idee grezze che possono essere affinate in seguito. Rimuove la pressione di dover scrivere qualcosa di perfetto al primo tentativo e trasforma il processo creativo in un’esplorazione senza giudizi.

Esempi applicati alla scrittura

Ti faccio ora un esempio pratico di come uno scrittore potrebbe applicare il brainstorming nel caso in cui si trovasse bloccato nella fase iniziale di un suo romanzo fantasy. Potrebbe prima di tutto porsi delle domande chiave. Dove si svolge la storia? Un regno sottomarino, una terra sospesa nel cielo, un deserto magico?
Chi è il protagonista e che caratteristiche ha? Qual è il conflitto principale o l’obiettivo della trama? Quali elementi di magia o creature voglio inserire?
Dopo aver annotato senza filtri tutte le idee emerse, lo scrittore può iniziare a collegarle e costruire una bozza della storia, trasformando il blocco creativo in un processo fluido e produttivo.

Stessa cosa potrebbe fare un poeta, che fatica a scrivere poesie. Può annotare parole evocative legate a emozioni, stagioni, elementi naturali o concetti astratti (es. malinconia, vento, ombra, sogno, luce, infinito). Scrivere senza filtro tutto ciò che viene in mente a partire da una parola ispiratrice. Provare a creare versi con rime spontanee o giochi fonetici senza preoccuparsi del significato. Osservare una foto, un dipinto o una scena e descriverla in versi. Oppure pensare a un ricordo significativo e descriverlo con metafore e simboli.

Dopo aver generato un elenco di idee e frammenti poetici, lo scrittore può iniziare a riorganizzarli e sperimentare con la struttura, trasformando il blocco creativo in un’opportunità di esplorazione espressiva.

Se hai bisogno di altre idee su come superare il blocco dello scrittore leggi anche il mio articolo su Cos’è il metodo caviardage e perché è utile nella scrittura