Lo Swiss Cheese Model, o Modello del Formaggio Svizzero, è un concetto sviluppato dallo psicologo James Reason per descrivere il modo in cui gli errori e i rischi si accumulano e portano a fallimenti catastrofici e incidenti in sistemi complessi.
L’idea si basa sulla metafora di fette di formaggio svizzero con buchi casuali: ogni fetta rappresenta una barriera contro gli errori, ma se i buchi si allineano, si crea un percorso attraverso cui l’errore può propagarsi, portando al disastro.
Cosa descrive il modello dello Swiss Cheese
Il modello evidenzia come gli incidenti non siano quasi mai il risultato di un singolo errore, ma piuttosto di una serie di difetti a diversi livelli di un sistema. Questi livelli comprendono errori umani, problemi organizzativi e difetti strutturali.
Nel contesto narrativo, questo concetto può essere applicato alla costruzione della trama: gli eventi sfortunati o le tragedie nei racconti possono essere il risultato di una serie di fallimenti concatenati, anziché di un singolo errore fatale.
Come usare lo Swiss Cheese Model per una storia o un romanzo
Applicare il Modello del Formaggio Svizzero alla scrittura significa strutturare la catena degli eventi in modo da mostrare come piccoli errori e debolezze si accumulino fino a causare un evento critico. Questo metodo permette di costruire tensione e realismo, rendendo più credibile l’evoluzione della trama e le difficoltà affrontate dai personaggi.
Dividere la catena degli eventi in 4 piani
Una storia basata sullo Swiss Cheese Model può essere suddivisa in quattro livelli principali, ognuno rappresentante una “fetta” di formaggio:
- Livello personale: gli errori individuali dei personaggi dovuti a negligenza, mancanza di esperienza, emozioni o bias cognitivi; questi errori fanno leva su caratteristiche degli individui;
- Livello del compito: gli errori derivanti dall’attività che i personaggi stanno svolgendo, come informazioni mancanti, strumenti difettosi o compiti mal progettati; si basano sulle caratteristiche del lavoro;
- Livello della situazione: le condizioni ambientali o contestuali che influenzano il comportamento dei personaggi, come pressioni esterne, caos, eventi inattesi, condizioni meteo, incidenti;
- Livello del sistema: le falle più profonde della società o dell’organizzazione in cui si muovono i personaggi, come leggi inadeguate, cultura aziendale tossica o infrastrutture instabili.
Vediamo alcuni esempi di errori che possono accadere nei vari livelli.
- Errori della persona: un detective ignora un dettaglio cruciale perchè si fa condizionare dalle proprie esperienze passate.
- Errori del compito: un comandante di una nave riceve dati errati e prende una decisione sbagliata.
- Errori della situazione: una tempesta improvvisa manda in tilt il sistema elettrico di un centro commerciale durante l’ora di punta, generando caos e disordine.
- Errori del sistema: una compagnia aerea riduce i controlli di sicurezza per risparmiare denaro.
Ogni errore, se allineato con gli altri, può contribuire all’evento culminante della storia.
Distinguere gli errori attivi e gli errori latenti in una storia
Il Modello di Reason distingue tra Active Failures e Latent Failures.
- Active Failures (errori attivi): errori immediati e visibili compiuti dai personaggi, come premere il pulsante sbagliato o dimenticare una chiave.
- Latent Failures (errori latenti): problemi nascosti nel sistema che esistono da tempo e vengono alla luce solo quando si combinano con altri fattori.
Facciamo un esempio narrativo. Un pilota sbaglia una manovra (active failure), ma solo perché mesi prima la compagnia ha ridotto le ore di addestramento (latent failure).
Oppure un investigatore tralascia un dettaglio (active failure), ma solo perché il database della polizia non è stato aggiornato da anni e non se ne accorge (latent failure).
Usare una combinazione di errori tratti dai vari livelli e distinti tra errori attivi ed errori latenti permette di costruire storie più profonde e realistiche, con trame ben congegnate e colpi di scena efficaci.
Lo Swiss Cheese Model è uno strumento potente e viene utilizzato anche nel contesto giuridico, soprattutto nei processi in cui si analizzano responsabilità e dinamiche degli errori. I giudici e gli esperti legali spesso applicano concetti simili per comprendere come si sia verificato un evento dannoso e per attribuire le responsabilità in modo equo.
Seguendo questa logica, i giudici cercano di distinguere chi ha commesso un errore attivo e immediato; quanto l’organizzazione o il sistema ha contribuito all’errore; e se ci sono state negligenze latenti che hanno favorito il danno.
Strutturare la narrazione di un romanzo, di un film o di una storia in generale su più livelli di errore aiuta a costruire suspense, dare profondità ai personaggi e creare un effetto domino realistico che conduce al climax. Usarlo consapevolmente ti permetterà di scrivere racconti che catturano davvero il lettore!
Chi era James Reason (1938 – 2025)
James Reason, nato nel 1938 a Garston, Hertfordshire, è stato un rinomato professore di psicologia presso l’Università di Manchester dal 1977 al 2001. Oltre allo Swiss Cheese Model, ha promosso il concetto di “Just Culture”, enfatizzando l’importanza di un ambiente lavorativo che incoraggi la segnalazione degli errori senza timori di punizioni ingiuste. Ci ha lasciati il 5 febbraio 2025 all’età di 86 anni.
Ha scritto diversi libri nel campo della psicologia, concentrandosi principalmente sull’errore umano e sulla gestione dei rischi organizzativi. Ve ne elenco alcuni.
“Human Error“, pubblicato nel 1990, offre un’analisi approfondita della natura e delle cause dell’errore umano, introducendo il famoso “modello del formaggio svizzero” per spiegare come si verificano gli incidenti.
“Managing the Risks of Organizational Accidents” (1997) estende l’analisi dell’errore umano al livello organizzativo, discutendo come le culture aziendali possano influenzare la sicurezza e come prevenire gli incidenti sistemici.
“The Human Contribution: Unsafe Acts, Accidents and Heroic Recoveries” (2008) esplora il ruolo degli individui sia nel causare che nel prevenire incidenti, evidenziando l’importanza dell’ingegnosità e della resilienza umana.
“A Life in Error: From Little Slips to Big Disasters” del 2013 riflette sul percorso personale di Reason nello studio dell’errore umano, offrendo consigli pratici per gestire gli errori in vari contesti.